William
Xerra nasce a Firenze nel 1937 e fin dalla prima infanzia è a Piacenza,
dove la famiglia si è trasferita. Inizia a dipingere nell'adolescenza
ed espone già nel 1952 al Circolo della Borsa della città
di adozione. Frequenta l'Istituto d'Arte Gazzola di Piacenza, poi il Liceo
Artistico e l'Accademia di Brera a Milano. Nei primi anni sessanta la pittura
di Xerra si svolge nell'ambito delle poetiche del segno e della materia
proprie dell'informale.
Nella seconda metà del decennio l'artista s'inoltra nei territori
della pop art con opere intrise di ironia dissacrante e nelle quali appare
la parola scritta che avrà un ruolo così importante in tutta
la sua produzione successiva. Sono del resto gli anni in cui Xerra, attraverso
la lunga amicizia con Corrado Costa, Adriano Spatola, Sebastiano Vassalli,
Antonio Porta, Emilio Villa e la sua frequentazione di altri poeti e scrittori
del Gruppo 63, si appassiona alla poesia visiva, concreta e sonora.
A questo proposito sono significative le sue partecipazioni alle due edizioni,
nel 1967 e nel 1968, di Parole sui muri a Fiumalbo in provincia di Modena.
Questo interesse ha come esito un'intensa attività editoriale che
è continuata fino ad oggi; non a caso, alcuni dei cataloghi di mostre
di Xerra sono stati da lui concepiti come libri-oggetto a tiratura limitata.
È inoltre tra i fondatori della rivista Ant ed, bimestrale
di poesia e scienze affini, e collabora ad Antologia Geiger, promossa
da Adriano Spatola. Verso la fine degli anni sessanta tiene una corrispondenza
con importanti poeti concreti e visivi sudamericani, tra i quali Edgardo
Antonio Vigo, e partecipa ad esposizioni collettive, fra le quali una a
Buenos Aires al Museo de Bellas Artes e una a Montevideo alla Galeria U.
Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio del decennio successivo, l'interesse
prevalente di Xerra è volto all'indagine dello spazio, visto in particolare
nel suo rapporto con l'uomo. In questo ambito realizza un Labirinto, ambiente
percorribile costruito sulla base di moduli ripetibili in acciaio speculare,
che viene esposto la prima volta nel 1970 a Milano nella Galleria Diagramma
Arte Contemporanea di Luciano Inga Pin, occasione in cui conosce Pierre
Restany, teorico del Nouveau Réalisme. Con Restany sviluppa un sodalizio
intellettuale che dura fino alla sua scomparsa nel maggio 2003. Successivamente
il Labirinto viene esposto alla Galleria Duemila di Bologna e alla
Galleria 1+1 di Padova. Questo tipo di indagine prosegue con le Buste
riflettenti del 1971 esposte due anni dopo nella personale al Centro
2B di Bergamo.
Il 1972 resta un anno particolarmente significativo nel percorso di Xerra:
interviene sulle Lapidi dismesse, sostituendo le foto dei defunti
con uno specchio; realizza inoltre, insieme al poeta Corrado Costa tre Poemi-flipper:
Laocoonte, Lampone, Lavare, presentati da Emilio Villa. Al posto dei
consueti bersagli colpiti dalla pallina vengono collocate parole. I Poemi-flipper
vengono esposti in due mostre personali, nel 1972 a Milano allo Studio Santandrea
e nel 1973 alla Galleria Mana di Roma.
Sempre nel 1972 compare nelle sue opere il termine VIVE che accompagnerà,
anche se a fasi alterne, il suo lavoro degli anni successivi. Questo termine
si sovrappone a immagini, parole, frammenti. “Xerra cancella sezioni
della realtà e pone in rilievo aspetti marginali, dunque recupera
una sezione del mondo che è cancellata, che è rimossa”,
(A.C. Quintavalle, Vive, ed. Geiger 1976, dalla presentazione della
personale allo Studio Santandrea a Milano nel 1976).
Nel 1986 Federico Zeri scriverà: “...Il suo “Vive”
del 1972 resta per me un risultato di eccezionale forza, e di inesauribile
suggestione.”
Da allora l'artista comincia a inoltrarsi nel territorio delle performances,
fra le quali la più significativa è, nel 1973, Verifica del
Miracolo a San Damiano di Piacenza. Le presunte apparizioni della Madonna
delle Rose vengono filmate, fotografate e successivamente esposte in una
serie di mostre, tra le quali Documentazione verifica del miracolo, presso
la galleria 2000 di Bologna. Inoltre, nel 1974, Xerra realizza alcuni ritratti
di amici poeti e critici colti sull'albero delle apparizioni, esposti, insieme
alla documentazione, a Milano alla Galleria dei Bibliofili nel 1975.
Inizia per Xerra un'intensa attività espositiva, a partire dall'esposizione
delle Tele interinali presentate allo Studio Santandrea nel 1976.
Il titolo della mostra allude al nuovo tipo di telaio, usato abitualmente
dai rintelatori, che Xerra adotterà a lungo per accogliere e valorizzare
frammenti di antichi dipinti. In questi anni, tuttavia, l'attività
dell'artista non resta confinata alla sola pittura: presenta video e realizza
il Dolmen, monumento ai caduti della Resistenza commissionatogli dal Comune
di Piacenza nel 1976.
Fra le mostre di questi anni ricordiamo IV Internationational Open Encounter
on Video, al CAYAC di Buenos Aires nel 1975; nello stesso anno partecipa
a Visuele Poëzie, presso il Rijkmuseum Vincent Van Gogh di Amsterdam
e ad Internationale Visuele Poëzie, Centrum T Hoogt di Utrecht.
Nel 1976, a Pavia, nell'Aula Magna del Collegio Cairoli, Xerra realizza
l'azione-spettacolo Contiamo i minuti.
Nel 1977 si tengono la personale alla Galleria di Porta Ticinese a Milano
e la collettiva Forme della scrittura alla Galleria d'Arte Moderna
di Bologna.
Nel 1978 ricordiamo la personale al Mercato del Sale a Milano e le rassegne
Metafisica del quotidiano Galleria d'Arte Moderna di Bologna e
Venerezia-Revenice a Palazzo Grassi a Venezia.
Contemporaneamente prosegue l'attività performativa: in particolare,
nel 1979, l'artista dedica una performance al percorso rituale nei Sassi
di Matera.
Sempre nel 1979 a Matera, Xerra realizza una serie di fotografie elaborate
che espone nella mostra Le parole e le immagini alla Rotonda della
Besana di Milano.
L'impegno nella pittura, che contrassegna tutto il decennio degli anni ottanta,
con l'adozione di partizioni spaziali, di proiezioni ortogonali che paiono
un'eco delle sue prime esperienze di indagine spaziale, non impedisce tuttavia
a Xerra di continuare ad utilizzare la scrittura come elemento fondamentale
della sua ricerca.
Nel 1981 partecipa a Linea della ricerca artistica in Italia 1960/80
al Palazzo delle Esposizioni a Roma; sempre a Roma, nel 1982, esegue una
performance sonora dal titolo Il taglio del nastro – memorie acustiche
trasmessa in una puntata del programma della Rai Fonosfera.
Nel 1983 partecipa al XIII Festival Sant’Arcangelo di Romagna con
un'azione-spettacolo.
Con il ciclo di dipinti Malinconia, eseguito fra il 1982 e il 1984,
lo sguardo dell'artista si colloca fuori da un tempo e da uno spazio predeterminati,
recuperando l'immediatezza del dipingere.
Xerra si misura anche con particolari composizioni poetiche partecipando
a due edizioni della rassegna Milanopoesia, quelle del 1985 e del
1990.
Nel 1985 Gillo Dorfles cura la monografia Xerra, “ellera errare
strale” per la Nuova Prearo Editore di Milano.
Nel 1987 viene invitato da Filiberto Menna alla mostra itinerante Pittura-scrittura-pittura
con, tra gli altri, Giuseppe Capogrossi, Cy Twombly, Gastone Novelli.
Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta Xerra lavora
ad alcune importanti committenze: a Gedda, in Arabia Saudita, affresca le
stanze della dimora di uno sceicco e ad Ascoli Piceno dipinge i soffiti
di una villa patrizia. Nascono in questa occasione i motivi geometrici,
le greche ornamentali e frammenti poetici da Cecco d'Ascoli che compariranno
anche nei dipinti successivi.
Nel 1988 è invitato alla rassegna internazionale Olympiad of
art presso il Museo Internazionale d'arte di Seul. Nel 1990 Filiberto
Menna presenta Xerra Le parole della pittura nella personale alla
Galleria Mazzocchi di Parma.
Nel 1991 partecipa alle collettive Homage to Ezra Pound al Museo
d'Arte Contemporanea di Bolzano e The Artist and the Book Twentieth-century
Italy presso il MoMA di New York.
Sempre nel 1991 Xerra si cimenta in un nuovo campo, il design, progettando
oggetti di uso comune e per l'arredamento, esposti al Centro Domus a Milano
in occasione della mostra Oggetti d'uso e d'incanto, curata da
Pierre Restany, che nel catalogo scrive: “Attraverso diverse esperienze
stilistiche, Xerra ha dimostrato di essere capace di usare, senza pretese
inutili e senza una spettacolarità gratuita, della piena possibilità,
della piena virtualità dell'azzardo, considerato come il punto chiave
della comunicazione.”.
Nel l992 si trasferisce da Piacenza a Ziano, sulle colline della Val Tidone,
in un'antica dimora del centro storico che diventa la sua casa-studio.
Nello stesso anno esce, a cura di Claudio Cerritelli, il libro Xerra
nella collezione della Banca Commerciale Italiana di Milano.
Nel 1993 è presente alla XLV Biennale di Venezia, nella sala di Emilio
Villa, con il Poema-flipper Laocoonte.
Tra il 1993 e il 1994 un'esposizione particolare di opere di piccolo formato
dal titolo Morso dal suono viene presentata a Los Angeles, Pasadena,
Parigi e Parma.
Nel 1994 è anche ad Ankara con una raccolta di disegni all'Istituto
Italiano di Cultura.
Nel 1995 esce un'importante monografia, William Xerra. La soglia del visibile,
a cura di Aldo Tagliaferri, per le edizioni Mazzotta di Milano, in vista
della personale monografica dell'anno seguente alla Galleria Bianca Pilat
a Milano, e Vincenzo Accame pubblica per le edizioni Spirali La pratica
del falso, dove l'immagine di copertina è di Xerra: Cristo morto
del Mantegna, copia eseguita nel 1988 per la mostra Museo dei musei
a Palazzo Strozzi a Firenze. Accame scrive di Xerra: “Non è
un falsario né un copista di professione, ma soltanto un artista
che conosce il suo mestiere, come anche molti altri dovrebbero prima di
presumere di saper fare arte.”
Nello stesso anno è a Parigi alla Galerie Lara Vincy in Ailleurs.
Nel 1996 è a Chicago, all'Istituto Italiano di Cultura, con la personale
Fragments in time, a cura di Paul Vangelisti.
Nello stesso anno il Comune di Padova gli dedica una personale, Xerra
- Frammenti nel tempo, nella Galleria dell'Ex Macello.
Sempre a Padova un'altra personale, La metà del cuore, alla
Galleria Adelphi.
Nel 1997 presenta con il poeta Paul Vangelisti, alla Galleria Mazzocchi
di Parma, le opere Luci e colori d'Italia ed il libro omonimo edito
da Corraini – Mantova.
Sempre nel 1997 A.C. Quintavalle cura la personale Xerra. Materiali
per racconti possibili. Sebastiano Ricci, i Farnese e altro - Studi per
Clemente VII, alla Pinacoteca di Palazzo Farnese a Piacenza.
Nel 1998 è presente in Poesia Totale a Palazzo della Ragione, Musei
Civici di Mantova.
Nel 1999 alla Galleria d'Arte Moderna di Torino partecipa alla rassegna
Il libro d'artista in Italia.
Inoltre realizza un importante ciclo pittorico sulla Via Crucis:
le quattordici interpretazioni sono affiancate a tavole di un pittore anonimo
del '700 piemontese. L'opera verrà presentata l'anno successivo in
chiese di Piacenza, Parma, Vicenza.
Sempre nel 1999 partecipa a Il rosso e il nero, alle Scuderie della
Pilotta a Parma.
Nel 2001 ricordiamo le personali alla Galleria Vismara a Milano, a cura
di Sandro Parmiggiani, e l'antologica alla GAMEC di Gallarate a cura di
Marco Senaldi.
Inoltre, nello stesso anno, Padre Andrea Dall'Asta e Francesco Tedeschi
sono i curatori de Il mistero della passione, personale alla Galleria
San Fedele a Milano.
Nel 2002 presenta, alla Fondazione Mudima a Milano, il manifesto IO
MENTO, letto da Pierre Restany. Il manifesto è stato poi discusso
nel mese di settembre 2002 a Piacenza, in un convegno nazionale presso l'Auditorium
della Fondazione di Piacenza e Vigevano, al quale parteciparono Andrea Borsari,
Andrea Bortolon, Antonio Calbi, Giorgio Celli, Giulio Ciavoliello, Gillo
Dorfles, Eugenio Gazzola, Loredana Parmesani, Pier Aldo Rovatti, Aldo Tagliaferri.
Nel 2003 Xerra è a Buenos Aires con una personale al Centro Culturale
Recoleta, con una rivisitazione della Via Crucis a cura di Andrea
B. Del Guercio.
Nello stesso anno Lucia Miodini presenta l'antologica di Xerra alle Scuderie
della Pilotta a Parma, e Rachele Ferrario e Lorella Giudici organizzano
alla Permanente di Milano Nella Materia, dove Xerra è presente
con la lapide vive/mento del 1972-2001. Inoltre, nel mese di dicembre, organizza
la complessa e suggestiva installazione senza sapere, dedicata
alla Natività, nel cantiere dell'Ex Macello di Piacenza, con una
testimonianza di Pierangelo Sequeri.
Un'altra personale, Salire il Golgota, nel 2004, a Palazzo Magnani
di Reggio Emilia a cura di Remo Bodei e Sandro Parmiggiani.
Nel 2005 personale nella Chapelle Saint Jean Baptiste a Saint Jeannet di
Nizza.
Fra le più significative personali e collettive del 2006 ricordiamo:
Personale Il segno dell'imperfezione a cura di Eugenio Gazzola, al Parma
Poesia Festival.
Personale dedicata ad Attilio Bertolucci Cartoline illustrate,
presso la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Parma, a cura di Ivo Iori.
Collettiva Dedicata, Donata, Consegnata, ad Aosta a cura di Andrea
Del Guercio
Collettiva internazionale Primo Piano al Museo Pecci a Prato.
XII Biennale d'Arte Sacra a San Gabriele di Teramo.
X Biennale di Architettura di Venezia La città nuova. Invito
a Vema per il progetto di Massimo Ferrari e Tomaso Monestiroli.
Nel 2007 personale Io mento, mostra virtuale su Second Life, Galleria
Babele Arte a Itland.
Nello stesso anno personale Mento a quest'ora presso la Galleria
Derbylius a Milano a cura di Roberto Borghi.
Nel 2007-2008 partecipa a La parola nell’arte del Novecento
al Mart di Rovereto.
Nel 2008 Xerra è a Los Angeles, UCLA per una performance Omaggio
ad Adriano Spatola e a Milano per Jean Cocteau. Le jolie coeur,
Centre Culturel Français.
A Reggio Emilia personale Mento sulla mia verità, Galleria
Radium Artis.
Nel 2009 partecipa a:
Poverty has a face, Consiglio di Strasburgo.
Dolore di Dio, storia dell’uomo. Luttringer, Manzù, Xerra,
Fondazione Lercaro, Bologna.
Les amours de William Xerra, Galerie Quadrige, Nizza.
Gli amori di William Xerra, Galleria Maria Cilena, Milano.
Sempre nel 2009, alle Scuderie della Pilotta di Parma viene esposta, a cura
di Ivo Iori e Lucia Miodini, La Grande tavola realizzata da Xerra
all'Ansaldo in occasione di Milano Poesia 90.
Nel 2010 partecipa alle collettive Amore A-meno ad Ameno, Novara,
a cura di Elisabetta Longari, Paralleli, Internazionale d'Arte Contemporanea
di Sabbioneta, Mantova, a cura di Stefania Provinciali, Poesia
Visiva – La collezione Bellora al Mart di Rovereto e tiene una
personale al Museo Civico di Recanati nell'ambito dell'Infinito Festival.
Nell'agosto dello stesso anno coordina una performance collettiva affiggendo
i Manifesti della Menzogna borgo di Sella di Lodrignano, sulle
colline parmensi e interviene sul tema L'imperfezione dell'arte
nella sede della Collezione Civica d'Arte.
A ottobre del 2010, in occasione della Giornata del Contemporaneo,
partecipa alla performance Sessanta secondi ma tutti primi, curata
dal gruppo BAU, al Mart di Rovereto.
A novembre una sua lampada viene esposta a Lampes d'artistes pou Hanouca
2010 presso il Musée d'art et d'histoire du Judaisme di Parigi.
Selezione bibliografica
1971 Sebastiano Vassalli, Lettera a William Xerra,
Ed. Galleria, Padova
1973 EmilioVilla, The Flippant Ball-feel, (Costa-Xerra) Ed. Mana Roma
1973 Giorgio di Genova, Pierre Restany, Oltre l’immagine riflettente,
Ed. Geieger, Torino
1976 Pierre Restany, Verifica del miracolo, Ed. Vanni Scheiwiller, Milano
1976 A.Carlo Quintavalle, Xerra e il rimosso in VIVE, Ed. Geiger, Torino
1976 William Xerra, Contiamo i minuti, Ed.dell’artista, Piacenza
1979 Franco Solmi, Vanni Scheiwiller, Percorso rituale nei sassi di Matera,
Ed. Vanni
Scheiwiller, Milano
1983 Ugo Carrega, Antonio Porta, Malinconia, Ed. Mercato del Sale, Milano
1985 Gillo Dorfles, Xerra ellera errare strale, monografia, Ed. Prearo,
Milano
1990 Filiberto Menna, Le parole della pittura, Ed. Galleria Mazzocchi,
Parma
1992 Claudio Cerritelli, Immagini per un profilo di W.Xerra 70/90, Ed
Comit, Milano
1992 Nanni Balestrini, Franco Cavallo, Francesco Gallo, Paul Vangelisti,
XXX,
Ed. Nuovalitoeffe, Piacenza
1993 Aldo Tagliaferri, Morso dal suono, Ed. Michele Lombardelli, Piacenza
1994 Fulvio Abbate, Improvvisa chiude la pagina e si alza, (Guglielmino-Xerra)
Ed. Vanni Scheiwiller, Milano
1995 Aldo Tagliaferri, La Pittura di W,Xerra come rappresentazione del
limite e come limitedella rappresentazione , monografia, Ed. Mazzotta,
Milano
1995 William Xerra, 6 fogli profumati, Ed. Nuovalitoeffe, Piacenza
1996 Andrea Borsari, Luci e colori D’Italia, Ed. Corraini, Mantova
1996 Enrico Gusella, Frammenti nel tempo, Ed. Comune di Padova
1997 A.Carlo Quintavalle,Materiali per racconti possibili,Sebastiano Ricci
i Farnese e altro,Ed. Skira, Milano
2000 A.Borsari,A.Crispo, M.Graffi, L.Miodini, R.Tagliaferri, P.Vangelisti,
Via Crucis, Ed. Monogramma de IL VERRI, Milano
2001 Sandro Parmiggiani, Orme, Ed. ML&NLF
2001 Emma Zanella, Marco Senaldi, Xerra, Ed. Civica Galleria d’Arte
Moderna di Gallarate
2001 Andrea Dall’Asta, Francesco Tedeschi, Il Mistero della Passione,
Ed. San Fedele Arte, Milano
2001 Roberto Borghi, Una cornice sul vuoto, Ed. Comune di Codogno-Milano
2002 A. Adolgiso, A. Anelli, N. Balestrini, J. Beck, L. Bollani, F.Cavallo,
G. Celli, V. Conte,
V. Curci, A.Dall’Asta, A. B. Del Guercio, G. Dorfles, G. Fofi, S.
Fugazza, E. Gazzola, G. Gini, M. Graffi,
E. Grasso, C. Greppi, G. Guglielmino, E. Gusella, I. Lupi, E. Krumm, A.Natali,
G.Niccolai,
G. Oldani, L. Parmesani, U. Petrin, G. Rizzuto, M. Romanelli, M. Senaldi,
C. A. Sitta, N. Soldano, F. Tedeschi, P. Vangelisti, E. Zanella, S. Xerra,
Fermenti naturali, Ed. Artshow, Milano
2002 Loredana Parmesani, IO MENTO, Artshow Edizioni, Milano
2003 Lucia Miodini, William Xerra, CSAC - Salone delle scuderie della
Pilotta, Ed. Electa, Parma
2003 Giorgio Guglielmino, La seconda Via Crucis, Centro cultural Recoleta
- Istituto Italiano di Cultura, Buenos Aires (Argentina)
2003 Giorgio Guglielmino, Lugar significativo, Ed. Vicolo del Pavone,
Piacenza
2004 Remo Bodei, Sandro Parmeggiani, Salire il Golgota, Palazzo Magnani,
Ed. Skira,
Reggio Emilia.
2005 Maurizio Cucchi, Avec l’oeil avec la plume, Ed.La Diane Francaise,
Nizza
(Francia).
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