Opere su carta

Xerra imprime il “Vive”, che viene dal gergo dei correttori di bozze, riabilitando la scrittura cancellata. Apponendo il “Vive” sulle stampe recuperate, Xerra effettua un gesto di critica nei confronti dell’opera d’arte “rara e preziosa” destinata al mercato, effettua un gesto che, in primo luogo, è riscatto dell’accidentalità e provvisorietà dei comportamenti quotidiani, inclusi gli incidenti imprevisti affioranti nelle cose di uso comune. Nell’interesse per il rimosso e il marginale, Xerra porta avanti l’abolizione di un’idea di opera d’arte realizzata con i metodi tradizionali, ma non dimentica neppure gli interventi dei Nouveaux Realistes, ai quali rende omaggio in un’opera del 1972.

Nel “Vive” sono presenti due fasi, la cancellazione e la riabilitazione dell’affermazione negata; il primo di questi elementi è recupero della provvisorietà e indicazione della dissoluzione delle frontiere tra arte e pubblico, ma anche segnalazione della inadeguatezza del segno e dell’indeterminatezza delle espressioni linguistiche.