Poemi flipper

L’idea dei flippers nasce “in un bar a Milano in una giornata grigia e umida” , Costa e Xerra progettano di scomporre e ricomporre un flipper, di entrare nel suo meccanismo, trasformando i numeri sul quadrante con innesti di parole, che a ogni scatto della pallina si combinano a formare poemi sempre diversi. La poetica flipper è quella di un ampio gesto, che procede oltre il concettuale statico, prolifera sull’improvvisazione e sull’impulso del gesto, dello scatto, è sigla del caos del probabilismo emergente in costante autogenerazione cinetica.L’arte è intesa come gioco disinteressato del pensiero. I poemi dell’improvvisazione flipper non hanno un senso logico. Nei flippers non è l’inconscio a creare , bensì il congegno dei dispositivi elettronici che formula, con il concorso dei fruitori, criptogrammi di liricità. I flippers sono un testo scritto, gestuale, pittorico e scenico insieme.